Nebbia, notti lunghe, campi di lava, leggende di troll ed elfi, paesaggi quasi lunari: se esiste un Paese che sembra avere l’ambientazione perfetta per Halloween, probabilmente è proprio l’Islanda. Eppure Halloween non appartiene alle tradizioni islandesi più antiche. La festa del 31 ottobre è arrivata sull’isola soprattutto attraverso l’influenza culturale internazionale e negli ultimi anni è diventata sempre più visibile, soprattutto tra giovani, famiglie e locali delle città.
Visitare l’Islanda ad Halloween può quindi trasformarsi in un’esperienza piuttosto particolare. Da una parte trovi feste in costume, decorazioni, zucche e serate nei locali; dall’altra sei immerso in un Paese che possiede già un folklore popolato da troll, fantasmi, elfi e creature misteriose.
Il risultato è un Halloween diverso da quello americano o britannico, ma proprio per questo interessante. Ecco quindi come si festeggia Halloween in Islanda, dove andare e quali curiosità conoscere prima di partire.
Halloween è una festa tradizionale islandese?
La risposta è no, almeno non nel senso storico del termine.
Halloween non appartiene alle grandi celebrazioni tradizionali dell’Islanda. Per molto tempo il 31 ottobre è stato semplicemente un giorno come un altro. La festa ha iniziato a diffondersi soprattutto attraverso film, televisione, social media e cultura anglosassone.
Oggi, però, la situazione è cambiata.
Nei giorni precedenti Halloween non è raro vedere negozi decorati, costumi, zucche, dolci a tema e feste organizzate nei locali, soprattutto a Reykjavik. Anche tra bambini e adolescenti la ricorrenza è diventata sempre più riconoscibile.
L’Islanda non ha quindi trasformato Halloween in una propria festa nazionale, ma lo ha progressivamente inserito nella cultura urbana contemporanea.
Reykjavik è la scelta migliore per festeggiare Halloween
Se vuoi trascorrere Halloween in Islanda puntando soprattutto sul divertimento, Reykjavik è naturalmente la destinazione più indicata.
La capitale concentra la maggior parte dei locali, pub, cocktail bar e club del Paese e durante il weekend più vicino al 31 ottobre è facile trovare serate a tema.
Il centro della nightlife ruota principalmente intorno alla zona di Laugavegur e delle vie vicine, dove molti locali si trovano a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro.
L’atmosfera può cambiare parecchio da un posto all’altro. Alcuni organizzano vere feste in costume, altri preferiscono decorazioni horror, musica e cocktail dedicati alla ricorrenza.
Portare un costume in valigia può quindi essere una buona idea, soprattutto se il viaggio coincide con il weekend di Halloween.
E non serve necessariamente qualcosa di complicato: considerando il freddo islandese, meglio scegliere un travestimento facilmente compatibile con giacca, cappotto e strati termici.
Halloween con i bambini in Islanda
Anche le famiglie possono trovare occasioni per celebrare Halloween.
La diffusione della festa ha portato sempre più spesso scuole, associazioni, negozi e spazi dedicati ai bambini a organizzare laboratori, decorazioni, attività in costume e piccoli eventi a tema.
La tradizione americana del “trick or treat” non ha però la stessa diffusione capillare che si può trovare negli Stati Uniti. In alcune comunità e quartieri può essere praticata, ma non bisogna aspettarsi automaticamente file di bambini davanti a ogni casa.
C’è inoltre una ragione culturale interessante: l’Islanda possiede già una propria festa durante la quale i bambini si travestono e ricevono dolci.
Ed è proprio qui che arriva una delle curiosità più interessanti.
Öskudagur: il “quasi Halloween” islandese
Se durante Halloween ti sembra che alcune tradizioni islandesi ricordino qualcosa di già visto, probabilmente è perché esiste Öskudagur, il Mercoledì delle Ceneri.
Durante questa giornata i bambini islandesi si vestono in costume e girano soprattutto tra negozi e attività commerciali, dove possono cantare una canzone in cambio di dolci.
Il paragone con Halloween viene naturale: costumi, bambini, caramelle e atmosfera giocosa.
La differenza principale è che Öskudagur cade nel periodo precedente alla Quaresima e possiede origini completamente diverse.
Proprio l’esistenza di questa tradizione potrebbe spiegare perché Halloween non abbia mai avuto bisogno di occupare lo stesso spazio culturale che possiede in altri Paesi.
Per un viaggiatore è una curiosità perfetta da conoscere: gli islandesi avevano già una giornata dedicata ai travestimenti molto prima che Halloween diventasse di moda sull’isola.
Il folklore islandese rende Halloween ancora più affascinante
Se Halloween vive di fantasmi, streghe e creature soprannaturali, l’Islanda possiede materiale narrativo praticamente inesauribile.
Il folklore islandese è ricchissimo di storie su troll, elfi, huldufólk – il cosiddetto “popolo nascosto” – fantasmi e creature che vivrebbero tra montagne, rocce e campi di lava.
Una delle credenze più note racconta, ad esempio, che i troll non possano sopportare la luce del sole e possano trasformarsi in pietra se sorpresi all’alba.
Non è difficile capire perché certe formazioni rocciose islandesi siano diventate protagoniste di racconti popolari.
Durante un viaggio di Halloween questi miti assumono un fascino particolare. Una strada deserta attraversata dopo il tramonto, una distesa di lava coperta di muschio o una costa battuta dal vento sembrano improvvisamente scenografie perfette per quelle storie.
Reynisfjara e Vík per un Halloween cinematografico
Se cerchi un paesaggio capace di entrare perfettamente nello spirito della festa, Reynisfjara è difficile da battere.
La spiaggia nera vicino a Vík combina sabbia vulcanica, colonne basaltiche, onde potenti e gli scuri faraglioni di Reynisdrangar che emergono dall’oceano.
A fine ottobre, con giornate più brevi e cieli spesso drammatici, l’atmosfera può diventare incredibilmente suggestiva.
Non servono decorazioni artificiali: è il paesaggio stesso a sembrare uscito da un film fantasy dalle tonalità dark.
La visita richiede però sempre grande attenzione. L’oceano di Reynisfjara è imprevedibile e bisogna mantenere una distanza di sicurezza dalla battigia.
Dopo la spiaggia puoi fermarti a Vík, trascorrere la notte nel sud dell’Islanda e continuare il viaggio il giorno successivo verso ghiacciai e lagune.
Campi di lava: l’Islanda più misteriosa
Per un viaggio di Halloween funzionano particolarmente bene anche i grandi campi di lava islandesi.
Queste distese nere e irregolari, spesso ricoperte di muschio, possiedono qualcosa di profondamente alieno. Con il cielo basso e la luce autunnale possono sembrare paesaggi appartenenti a un altro pianeta.
Zone come la penisola di Reykjanes, Snæfellsnes e diversi tratti della Costa Sud permettono di incontrare facilmente questo tipo di scenario.
È proprio qui che si percepisce uno degli aspetti più interessanti dell’Islanda: non serve costruire un’atmosfera da Halloween, perché a volte è già presente nel paesaggio.
Halloween alle terme: perché no?
Halloween islandese non deve necessariamente significare solo feste e scenari oscuri.
Fine ottobre è anche un ottimo momento per concedersi un’esperienza geotermica. Fuori l’aria può essere fredda, mentre l’acqua resta piacevolmente calda.
Piscine pubbliche e lagune termali diventano quindi una soluzione perfetta dopo una giornata trascorsa all’aperto.
La combinazione è molto islandese: prima una spiaggia nera sotto il vento, poi qualche ora immersi nell’acqua calda.
E se il cielo collabora, uscire da una piscina geotermica e alzare lo sguardo verso una notte nordica può diventare decisamente più memorabile di qualunque festa in costume.
Aurora boreale ad Halloween: può capitare?
La fine di ottobre rientra pienamente nel periodo dell’anno in cui è possibile vedere l’aurora boreale in Islanda.
Le ore di buio sono ormai sufficienti e questo significa che durante una vacanza di Halloween puoi inserire anche qualche serata dedicata alla ricerca delle luci del nord.
Naturalmente non esiste alcuna garanzia.
Servono cielo abbastanza sereno, attività geomagnetica favorevole e un luogo con poco inquinamento luminoso.
Ma è difficile immaginare uno scenario più adatto alla notte del 31 ottobre: campi di lava, buio islandese e magari una scia verde che attraversa improvvisamente il cielo.
Considerala quindi una possibilità straordinaria, non qualcosa su cui costruire l’intero viaggio.
Cosa mettere in valigia per Halloween in Islanda
La parte divertente è pensare al costume. La parte importante è ricordarsi che si è in Islanda alla fine di ottobre.
L’abbigliamento tecnico viene prima di tutto.
Servono giacca impermeabile e antivento, strati termici, scarpe resistenti all’acqua, cappello e guanti. Per le escursioni all’aperto è sempre meglio poter aggiungere o togliere facilmente uno strato.
Se vuoi partecipare a una festa in costume, scegli qualcosa che non richieda di girare per Reykjavik con abbigliamento troppo leggero.
Un vampiro con una maglia termica sotto il mantello sarà forse meno fedele alla tradizione cinematografica, ma decisamente più felice dopo mezz’ora di vento islandese.
Un itinerario di Halloween tra Reykjavik e Costa Sud
Per un breve viaggio puoi organizzare 4 o 5 giorni combinando città e natura.
Reykjavik può occupare la prima parte del soggiorno, magari includendo musei, centro storico, terme e una festa di Halloween.
Il giorno successivo puoi partire verso il Golden Circle oppure direttamente lungo la Costa Sud.
Seljalandsfoss, Skógafoss, Vík e Reynisfjara creano già un itinerario pieno di paesaggi spettacolari. Con una giornata aggiuntiva puoi continuare verso Jökulsárlón e Diamond Beach, dove ghiaccio e sabbia nera mantengono perfettamente l’atmosfera nordica del viaggio.
La sera, invece, tieni sempre un occhio al cielo: l’aurora potrebbe diventare l’effetto speciale che nessuna festa sarebbe in grado di replicare.
Curiosità: l’Islanda non ha bisogno di Halloween per avere creature spaventose
Forse la cosa più divertente è proprio questa.
Halloween è una celebrazione relativamente recente nella cultura islandese, ma il Paese possiede da secoli un immaginario popolato da creature molto più inquietanti di tante decorazioni del 31 ottobre.
Troll pietrificati dal sole, fantasmi, esseri nascosti nelle rocce e mostri della tradizione fanno parte di un patrimonio narrativo vastissimo.
E poi ci sono le creature del Natale islandese, come Grýla e il Gatto di Natale, decisamente poco rassicuranti se confrontate con l’immagine dolce e familiare delle festività moderne.
In altre parole, Halloween è arrivato tardi in Islanda, ma ha trovato un Paese culturalmente già molto preparato al soprannaturale.
Conclusioni
Trascorrere Halloween in Islanda significa combinare una festa internazionale relativamente moderna con uno dei paesaggi e dei patrimoni folkloristici più adatti al suo immaginario.
A Reykjavik puoi trovare costumi, locali e serate a tema, mentre fuori dalla capitale ti aspettano spiagge nere, campi di lava, cascate, villaggi immersi nel buio e leggende di troll ed elfi.
E c’è anche un’interessante particolarità culturale: gli islandesi possiedono già con Öskudagur una propria giornata dedicata a travestimenti e dolci, rendendo il rapporto con Halloween ancora più curioso.
Il consiglio, quindi, è non partire aspettandoti una copia dell’Halloween americano. Vivi invece la ricorrenza alla maniera islandese: una serata a Reykjavik, qualche storia di folklore, un viaggio attraverso paesaggi autunnali e magari una notte trascorsa ad aspettare l’aurora.
Perché pochi luoghi al mondo riescono a trasformare il 31 ottobre in qualcosa di suggestivo semplicemente spegnendo la luce.
